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Art Cafè

Since 2001 in Rome.
Your ultimate nightlife destination.
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Circolo Degli Illuminati

Circolo Degli Illuminati
Via Giuseppe Libetta 1 [Roma-IT]
info e liste: +39 327.7615286
~8.8km

Piper Club Roma - Official

Parlare oggi del Piper Club, di quello che ha significato nel costume e nella musica degli ultimi quarantanove anni, è un po' come fare della storia.

Alberigo Crocetta (l'avvocato) fece società con Giancarlo Bornigia e, scovato un locale nuovissimo che, costruito per essere utilizzato come cinema non aveva avuto permessi di agibilità, lo riempirono di macchine strane, lo munirono di una "buca dell'eco", lo fecero decorare da artisti d'avanguardia e lo chiamarono "Piper", zampognaro.

Solo le opere d'arte che decoravano il fondale, se non fossero state vandalicamente distrutte in un secondo tempo, servirebbero oggi ad attrezzare un museo d'arte contemporanea. C'erano due Andy Warhol, dei Rotella, degli Schifano, dei Rauchemberg, dei Manzoni.
Le luci che adesso ci farebbero sorridere, erano una vera e propria sfida a tutti i canoni fino ad allora accettati. Il suono era pazzesco, prevaricatore, straripante, totale ed era manipolato dall'insuperato "mago" Beppe Farnetti.

Aprirono con un complesso "rimediato" da Teddy Reno, che allora era impresario in Inghilterra, e tutta Roma vide, stupefatta, i posters giganti di quattro giovanotti con capelli lunghissimi che invitavano a recarsi al Piper Club, via Tagliamento 9, e che si chiamavano The Rokes.
Nel timore che la musica "beat" dei Rokes fosse un po' troppo indigesta si ingaggiò un complessino che faceva "night" al Club 84 e lo si incaricò di suonare cose nostrane fra un round e l'altro dei "mostri" inglesi.
La formazione che doveva fare il "liscio" era l' Equipe 84 ma fin dalla prima sera fu costretta letteralmente, dal pubblico assatanato, a fare lo stesso tipo di musica che facevano i Rokes.

La discoteca non c'era ancora.

Fu un successo senza precedenti ma il locale non fu subito un locale per soli giovani perché la "Roma bene", scopertolo, lo aveva adottato ed ogni sera scendeva quelle interminabili scale per il gusto di inorridire al suono troppo forte, di stupirsi ai contorcimenti dei primi "giovani beat" e di tentare qualche passo sincopato sotto la guida dei "maestri di ballo" previdentemente ingaggiati da Crocetta. Ma, a parte la gente "bene" che nella sua sempiterna stronzaggine si lascia sfuggire ogni occasione di capire le cose prima che ne parlino i rotocalchi, gli artisti, la gente di cultura captò il messaggio di novità, di rottura che scaturiva da quella buca dell'eco da quei pochi ragazzi e ragazze che avevano un'aria di persone "libere" assolutamente inedita.
Gassman, Zeffirelli, Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Nureyev, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Albertazzi, Lilla Brignone, Ugo Sciascia, Sandro De Feo, Lina Wertmüller, Renzo Trionfera, Nanni Loy, Renzo Vespignani; questi pochi nomi vi bastino a farvi un' idea dell'ondata di interesse che il Piper aveva scatenato. Si cominciò anche a saper ballare quella nuova e strana musica e fra le più scatenate c'erano Romina Power, Gabriella Ferri ed Anita Pallenberg che poi ci avrebbe lasciato per mettersi con un Rolling Stones.

L'Equipe 84 ed i Rokes, riconfermati cento volte, non ce la facevano più a reggere il ritmo di un successo che andava crescendo di giorno in giorno e fu cosi che altri complessi vennero dall'Inghilterra e dall'improvvisazione italiana a dar loro una mano ed a rimpiazzarli di tanto in tanto.
Mike Liddell, Patrick Samson, I Delfini, Honeycombs, New Dada, Lord Brummel, Bad Boys, The Echoes, Caterina Caselli, Dino, Fred Bongusto e molti altri fra i quali anche Rita Pavone che a quel tempo aveva ancora la voce da ragazzino.
La "vague" mondana cominciò a decrescere ma in compenso cominciarono a crescere le presenze dei giovanissimi, tutti belli e tutti scatenati.
Fra le ballerine più brave, chi lo direbbe, c'era una biondina un po' cicciottella e sempre affamata di insalata russa (il piatto più a buon mercato e quindi il più popolare della vicina tavola calda) quella ragazza si chiamava Nicoletta Strambelli e siccome aveva già canticchiato un po' col nome di Guy Magenta, Alberigo Crocetta la convinse a formare un complesso femminile con Penny Brown e altre due ragazze romane. Suonavano da cani ma avevano una certa grinta e ci facevano ballare tutti, Tognazzi compreso, con lo stesso impegno che mettevamo quando c'erano i "grossi".

Intanto anche i giovani organizzavano e Tito Schipa Jr. mise in scena, con la collaborazione tecnica di Fabrizio Bogianckino, la famosa "Opera Beat" Then an Alley su testi e musiche di Bob Dylan; protagonisti Simon & Penny (Brown). Fu uno shock per molti ma un'indicazione di rotta per tutti. Dall'Inghilterra era arrivato un ingegnere fresco di laurea che cantava con una voce profondissima e, se elegantissimo, era accompagnato da un complesso straordinario e vestito di vecchi frac sbrindellati. Si chiamava Thane Russel ed era il più stupendo animale da spettacolo che si fosse mai visto sui palchi e sulle pedane del Piper...

Intanto la Strambelli aveva inciso il suo primo disco Ragazzo Triste, il testo glielo aveva tradotto Gianni Boncompagni il quale, avendo allora anche velleità canore, utilizzò la base di Nicoletta per incidere anche lui la stessa canzone con il nome d'arte di Paolo Paolo; naturalmente scoppiò un casino e Gianni, per fortuna di tutti, rinunciò al canto. Quanto ai nomi d'arte avrete già capito che la Strambelli si era già scelto quello di Patty Pravo (veramente glielo aveva trovato Crocetta) e Giampiero Scalamogna quello di Gepy e Gepy. Giampiero, che si chiamò "Gepy & Gepy" per sottolineare la sua robusta mole che, in effetti, valeva per due, cantava con un complesso da sogno e con due splendide ragazze, bionda Melody e d'ebano Barbara, che pian piano passarono dai controcanti agli assolo; lui ricordava Ray Charles.

Il Piper, che aveva già portato fortuna ai Rokes, all'Equipe e a Patty, ne portò anche a Caterina Caselli, che dopo tanta gavetta aveva sfondato al Festival di Sanremo comportandosi con una dignità mai più eguagliata né da altri né da lei; era la ragazza "tutto Piper", e come tale si presentò e ce la fece. Un altro gruppo di ragazzi era intanto arrivato dall'Inghilterra, e fin dalle prime note conquistò quel pubblico freddo, ostile e preparato che non lasciava passare niente che non fosse più che alla page si chiamavano The Primitives e fece subito effetto il bassista dai capelli platinati e dalla faccia di befana, che suonava il basso con sole tre corde, ed il cantante magro come un filo, con una faccetta spaurita e una voce tanto potente per cui faceva spesso a meno del microfono.
Si chiamava Mal.

Esplodeva il Detroit Sound e cominciavano ad arrivare tante di quelle orchestre di neri che il Piper sembrava improvvisamente trasferito ad Harlem; venivano a ballare Sandy Shaw e Petula Clark e Albertino Marozzi, faccia come natica, pur non avendole mai viste in vita sua correva ad abbracciarle con grandi grida di giubilo. Franco Estill, pescando fra gli ormai tanti virtuosi della sala, stava formando un balletto di giovanissimi, fra i quali ricorderemo Loredana Bertè e l'allora magrissimo e già bravissimo Renato Zero.

Fu introdotta la prima discoteca, che aveva il compito di riempire ogni fessura fra un'orchestra e l'altra; ad azionarla c'era una stupenda ragazza del Galles, Janice. Al controllo delle porte c'era il futuro "Cosimo de' Medici" ossia Marcello di Falco; a presentare c'era sul palco l'Eddie Ponti il quale, con la supervisione di Piero Vivarelli, cominciò a registrare ed a mettere in onda da Radio Montecarlo una trasmissione che presentava le novità discografiche in anteprima assoluta per tutta l'Europa e che veniva realizzata direttamente in sala fra i ragazzi. Il Top Ten al quale dettero un contributo iniziale anche Tito Schipa Jr. ed Enrico Montesano, che allora faceva quasi solo imitazioni, ebbe fra i suoi primissimi "ospiti", a cui si faceva un'intervistina a metà trasmissione, la signorina Patrizia Vistarini la quale, eletta poco prima Miss Teenager italiana al Piper col nome di Patrizia Perini, aveva cambiato nuovamente nome per seguire, come già suo padre, la carriera cinematografica; da allora Patrizia la conoscono tutti come Mita Medici e, tanto per la cronaca, è sempre rimasta la ragazza semplice, sincera e "giusta" di allora.

Era venuta un'altra orchestra ad esibirsi al Piper e come era consuetudine, fu ascoltata con una forte diffidenza iniziale, ma ben presto venne adottata incondizionatamente da tutti i piperini; erano The Senate il gruppo con Mark David, Alex, Tony Mims e tanti altri (una decina) con i fiati in organico ed un affiatamento straordinario, frutto delle fatiche di Tony Mims. Quando i Senate si sciolsero, si vide gente piangere; nacquero dalle loro ceneri altri favolosi complessi, e basterà ricordarne uno, i Sopwith Camel, quei Camel così bravi e così giusti che finirono prematuramente i loro giorni sul patibolo dei discografici. Un altro complesso (questo tutto francese) I Pirañas, spopolava con l'autorità indiscussa di un professionismo a tutta prova e con un repertorio preso in gran parte da Otis Redding; a questo proposito è da ricordare a serata in cui, giunta la notizia della morte di Otis e di tutti i componenti della sua orchestra per la caduta dell'aereo, i Pirañas, piangendo come vitelli, suonarono in suo onore un concerto che fece venire a tutti la pelle d'oca. In questa occasione dette il suo contributo anche Wess. L'allora giovanissimo bassista degli Airedales, che da pochissimo aveva sostituito al canto l'ormai troppo "importante" Rocky Roberts.
~9.2km

Discoteca Laziale

Discoteca Laziale. Musica, libri, entertainment.Storico negozio di dischi, nato a Roma nel 1967.Impossibile non trovare qui la tua musica preferita.
~10.5km

Room 26

l progetto Room26 nasce a Roma da un gruppo di imprenditori accomunati da una lunga amicizia, smisurato amore per la musica, il ballo, l’arte e con lunghe esperienze nazional e internazionali di successo nell’intrattenimento musicale e artistico.

L’Idea e’ stata da subito creare qualcosa che a Roma non esisteva, raccogliendo il meglio in giro per il mondo aggiungendoci passioni, visioni, ossessioni.

Un’investimento importante per un luogo unico; questo e’ stato il “Leitmotiv” che ha animato la progettazione e la realizzazione del Room26.

Tenacia,perseveranza,e sforzi disumani hanno completato l’opera.

Le attività di successo sono basate sulla corretta “interpretazione” dei frequentatori.

Il nostro obiettivo è creare un’ambiente che soddisfi il mutevole gusto e le aspettative dei clienti, con una costante attenzione ai loro bisogni e alle diverse esigenze.

Le idee alla base del progetto sono due: qualità e comunicazione.

I materiali di costruzione, le attrezzature, gli arredamenti, le forniture, le materie prime sono selezionate secondo rigidi criteri qualitativi e funzionali mentre la comunicazione si muoverà su diversi binari “artistici”. Una carrellata di linguaggi che vanno dal visivo al sonoro, dalla proiezione cinematografica al concerto, dalla mostra al dj set.

Room26 si trova all’Eur, quartiere concepito e costruito in occasione dell’Esposizione Universale che avrebbe dovuto tenersi nella Capitale nel 1942 Il progetto del quartiere è ispirato all’urbanistica classica romana con apporti del Razionalismo Italiano.

Room26 è una location di 1800 mq in cui trovano posto la “Global Room”, la “Live Music Room”, lo “Spazio Espositivo d’Arte Contemporanea” e il “Ristorante”.

Concepito per valorizzare in modo assoluto l’elemento Suono, prende il nome dai “26” amplificatori d’ultima generazione CROWN , alloggiati appunto nella “room26″ il cuore del progetto, il nostro orgoglio.

Room26 si propone come contenitore aggregativo in cui i frequentatori possano fruire di eventi legati all’arte, alla cultura, alla musica e in cui verranno svolte attività di formazione che avranno come principale obiettivo quello di creare un vero contatto con il potenziale creativo dell’artista a prescindere dalle esigenze dettate dal Mercato dell’Arte e della Musica.
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Gotha Roma - Disco Club

Il Gotha è l'unica discoteca estiva di Roma che offre ottima musica e una gustosa cena a buffet, detta apericena, nel week end.
~11.7km

Discoteca San Salvador

Il club San Salvador, immerso nel cuore dell’EUR, è tra le più importanti discoteche della Capitale. Ottima location, con i suoi 2.000 metri quadri di parcheggio libero, dove passare le migliori serate sia in inverno che in estate, dall’anima estroversa ogni sera un evento dedicato a soddisfare le esigenze di tutti gli amanti della buona musica e del divertimento, alternando serate dedicate ai balli latini, al karaoke e alla live music, per concludere con il week end ripercorrendo tutta la musica disco degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000.

L' APERICENA

La serata a San Salvador inizia già al tramonto, con la sua rinomata apericena a buffet, dove pietanze gustose e ricercate sono accompagnate dai più sofisticati cocktail, i più ricercati distillati e una cantina di vini selezionati. Una selezione di musica arricchisce un’atmosfera eleganze e al tempo stesso frizzante.
Per i più esigenti il San Salvador riserva – su prenotazione – la cena servita, in cui sarà possibile gustare elaborati piatti à la carte. Dalle 20,30 alle 22,00

LE FESTE PRIVATE

Il San Salvador è il luogo ideale per organizzare feste e serate speciali, per celebrare lauree, compleanni, addio al nubilato e al celibato, ma anche incontri più formali come cene aziendali. Le serate saranno personalizzate al meglio per soddisfare le vostre richieste più esigenti, dal cibo più raffinato alla musica più apprezzata.

IL PRIVE'

Per chi vuole vivere in prima fila la serata, il Club offre la possibilità di riservare uno spazio totalmente dedicato con a disposizione un tavolo e un servizio esclusivo per rendere l’atmosfera speciale e unica, accompagnata dalle migliori bottiglie di spumanti, champagne e superalcolici. Come i migliori privé, la prenotazione è gradita per cercare di offrire sempre il servizio migliore.

LA DISCOTECA

Il San Salvador si distingue per la sua discoteca, il vero fulcro del club, sulla cui pista si si perdono le inibizioni e si balla fino a tarda notte, animati da musica selezionata dai migliori DJ set d’Italia e apprezzata da persone di ogni età, alternando serate dedicate ai balli latini, al karaoke e alla live music, per concludere con il week end ripercorrendo tutta la musica disco degli anni ’70, ’80, ’90 il venerdì e ’80, ’90 e 2000 il sabato. Dalle 22.00 in poi.
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Lanificio159

Il Lanificio è la sintesi perfetta tra un centro di produzione ed un laboratorio creativo. Si articola per 3.500 mq tra il fiume Aniene e via di Pietralata, nell’ex Lanificio Luciani, in spazi e panorami che non riescono a nascondere la propria vocazione europea. È un contenitore di idee e stimoli culturali che muove i primi passi nel 2007, quando inizia a prendere forma un'attività imprenditoriale nuova, avviluppata attorno alla sperimentazione, al gusto per la ricercatezza e alla convergenza di professionalità eterogenee.
Ad oggi la proposta culturale del Lanificio è trasversale e tocca la musica, le arti performative e visuali, la cucina, il recupero di oggetti di design. Tutto nell'ottica della sostenibilità, del riciclo e della rivalutazione del territorio. Lanificio è un luogo ed un progetto capace di trasformarsi a seconda delle esigenze per offrire supporto allo sviluppo e all'ideazione di eventi e percorsi condivisi aperti al pubblico o diretti a privati ed aziende.
~67.1km

The Mond

D I S C O T E Q U E • F A S H I O N C L U B
THE MOND!

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Essenza Discoteca Ristorante Acquapark

"La discoteca è uno spazio chiuso pieno di isotope. Per la legge di Newton, due corpi nel vuoto si attraggono. Figurati in discoteca."MC
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